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La Dea Lakshmi

Lakshmi è la dea della bellezza, del buon auspicio, della prosperità e della intrinseca abbondanza della vita. Viene spesso definita Shri ed è la consorte di Vishnu.

La fortuna di Lakshmi non si limita al regno materiale, poiché simboleggia anche la prosperità in senso più ampio: salute, amore, armonia, benessere e saggezza. Incarna queste vaste ricchezze e ci invita a coltivare queste qualità anche quando ci troviamo ad affrontare sfide e difficoltà.

È raffigurata seduta o in piedi su un fiore di loto, vestita di un sari rosso, simbolo del sangue e quindi della vita, con monete che cadono dai palmi mentre offre petali di loto dalle sue mani. Di solito è accompagnata da due elefanti che versano acqua o tengono le ghirlande di fiori.

Le quattro braccia o mani di Lakshmi indicano i quattro obiettivi della vita: dharma (virtù), artha (prosperità), kama (passione) e moksha (libertà da credenze/abitudini auto-limitanti).

Lakshmi nasce dalla zangolatura dell'oceano di latte: emerge dal fondo dell'oceano seduta su un loto mille petali. Sia i Deva che gli Asura ne rimangono totalmente affascinati e sgomitano per avere il privilegio di corteggiarla, ma la Dea porge la mano a Vishnu, il suo eterno consorte e proclama il suo potere di conferire abbondanza a tutti coloro che lo chiedono. In questa storia, l'oceano può essere interpretato come simbolo della coscienza, la zangolatura come il simbolo del viaggio che molti di noi intraprendono una volta che riconosciamo di essere più di semplici esseri fisici. Mentre entriamo in un'esplorazione più profonda di noi stessi, e siamo disposti ad andare in parti profonde, a volte scure del nostro essere e ad affrontare le nostre vulnerabilità, in quegli stessi luoghi troveremo la bellezza e la pienezza dentro di noi.

Nella vita, è facile soccombere alla scarsità di pensare o soffermarsi su ciò che non funziona. Lakshmi ci ricorda che l'abbondanza è sempre alla nostra portata e rivela che siamo noi a scegliere di allontanarci dalla ricchezza e dalla bellezza della nostra vita: spesso fissiamo la nostra attenzione sulla mancanza invece che sulla prosperità. Per riscoprire e coltivare la vera ricchezza, possiamo iniziare riconoscendo le piccole cose che contribuiscono alla nostra felicità e al nostro benessere: essere grati per il respiro, assaporare un cibo semplice e genuino, godere del tempo che passiamo con la famiglia e gli amici o ammirare la bellezza della natura in un fiore, nel cielo stellato, negli occhi di un' animale. Coltivando sentimenti di apprezzamento per ciò che già abbiamo, generiamo un'energia di gratitudine e abbondanza. Più apprezzamento coltiviamo, più ricchezza e prosperità attiriamo; più riconosciamo le ricchezze nella nostra vita, più ci sentiamo grati. Spesso, incoraggiati a misurare la nostra felicità in base ai nostri beni materiali alimentiamo il desiderio di possedere ancora di più. Ma quando l'eccessivo materialismo ingoia la nostra capacità di essere grati per le gioie più semplici della vita possiamo finire bloccati tra sentimenti di vuoto e insoddisfazione. Lakshmi ci invita ad entrare in una relazione con l'abbondanza coltivando gratitudine verso le benedizioni esistenti, piccole o grandi esse siano. Il loto su cui siede Lakshmi e i petali che offre ricordano che la bellezza è sempre presente, anche se le radici sono ancorate nell'oscurità e nel fango. Le monete che cadono dalle sue mani sono una chiara rappresentazione del flusso costante e infinito di risorse a disposizione di ognuno di noi. Il nostro lavoro sta nel processo di allinearsi per ricevere questa ricchezza coltivando una capacità sempre crescente di gratitudine. Gli elefanti che la circondano rappresentano la saggezza e la fedeltà, invitandoci a rimanere saldi nella nostra esplorazione della luce e dell'ombra interiori, perchè è questa esplorazione che contribuisce all'armonia e alla bellezza.


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