Limiti e confini

“La manifestazione richiede l’accettazione della limitazione. Un confine ci permette di contenere e quindi di convogliare e costruire.” Anodea Judith


Il termine limite ha spesso una connotazione negativa: limite è qualcosa che ostacola il nostro raggio d’azione, qualcosa da forzare per andare oltre o di cui sbarazzarsi una volta per tutte per ottenere maggiore libertà.

Ma per poter delimitare e creare lo spazio gli architetti creano i muri, i muri sono confini che contengono e ci permettono di percepire lo spazio. Senza di loro c'è il vuoto.

Anche l'acqua che apparentemente scorre libera e spontaneamente scopre che il suo percorso è governato dalla struttura della terra o da ciò che la circonda.

Il limite, il confine è il punto di partenza per fare esperienza della libertà di essere e di creare.


Anodea Judith dice:

"Una limitazione è un confine, che separa qualcosa da ciò che lo circonda per poterlo definire. Un confine crea una delimitazione necessaria, che ci permette di avere qualcosa di intero, di specifico.

Per poter manifestare dobbiamo essere in grado di accettare la limitazione. Dobbiamo essere capaci di concentrarci su ciò che vogliamo, di specificarlo. Dobbiamo essere capaci di soffermarci abbastanza su di esso perché la manifestazione si verifichi.“ Devo essere in grado di sedere sulla mia sedia per mesi per poter manifestare questo libro. Potrebbe essere necessario sottostare a lunghi periodi di scolarizzazione o di training per manifestare una buona abilità lavorativa. Per essere esperti di qualcosa dobbiamo praticarla in continuazione, limitandoci a quella specifica attività finché ne diventiamo padroni.”*


Uno degli obiettivi centrali della pratica dello yoga è trovare libertà ed espansione all'interno della nostra incarnazione. Per sperimentare, entro i limiti e i confini del nostro corpo e della nostra mente, così come dei nostri ruoli e responsabilità, la libertà.

Il Tantra non duale, base filosofica dell' Anusara Yoga, vede la vita non come una schiavitù ma come la porta verso la libertà.

Questo punto di vista differisce notevolmente dalla convinzione che il corpo sia causa di infelicità o che il mondo materiale sia qualcosa da trascendere.

Ci porta a vedere il potenziale nei limiti creati dalla vita e dalle nostre decisioni. Quando diciamo di sì a certe cose (es. Carriere, viaggi, studi, matrimonio, pratica) inevitabilmente diciamo di no agli altri. Creiamo confini chiari. Tuttavia, invece di vincolarci, questi confini danno forma a nuove possibilità e possono aprire la strada a una libertà illimitata.


Nello yoga è attraverso la pratica disciplinata onoriamo i limiti e i confini che ci permettono di fiorire.

Lo yoga insegna che la disciplina è il mezzo per la libertà. Quando prendiamo la decisione di impegnarci e abbracciamo la disciplina della nostra pratica, ci liberiamo dai vagabondaggi delle nostre menti, dall'indecisione, dalla tirannia dei nostri stati d'animo, ci ritagliamo del tempo e quel tempo diventa un contenitore per sperimentare la libertà di essere; quando ci prendiamo cura di noi stessi attraverso la disciplina nella vita quotidiana troviamo la libertà dalle abitudini che ci fanno male e a lungo andare ci confinano invece che liberarci.


Chiediti:

come sperimento i confini nella mia vita? Come i confini possono essere mezzo per maggiore libertà?




*Anodea Judith. “Il libro dei chakra: Il sistema dei chakra e la psicologia”

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