Quarto chakra - Anahata

Il vostro compito non è cercare l'amore, ma, semplicemente, cercare e trovare dentro di voi tutte le barriere che avete costruito contro di esso. Rumi


Anahata, che si traduce come "non colpito" o "non ferito", è il quarto chakra e si trova al centro del petto all’altezza del cuore e corrisponde al ganglio nervoso chiamato plesso cardiaco. E' connesso al cuore, ai polmoni, al sistema circolatorio. Dalla stabilità, fluidità e volontà dei primi tre chakra si passa ad uno stato di integrazione rappresentato dall'elemento aria, il meno denso tra tutti gli elementi fisici correlati ai primi tre centri energetici.

La terra infatti è pesante ed ancorata al terreno, l’acqua è fluida ma rimane sul fondo, il fuoco tende verso l’alto ma è sempre ancorato a ciò che lo alimenta.

L’aria invece è leggera, libera e si disperde occupando tutto l’ambiente. L’aria è l’elemento che governa la respirazione e attraverso questo processo l’aria entra nei polmoni, da qui passa nel sangue sotto forma di ossigeno ed infine arriva a tutte le cellule del corpo. I polmoni sono la sede dove avviene la connessione e lo scambio tra interno ed esterno: inspirando porto il mondo esterno dentro di me, espirando dono un po’ di me al mondo.

Il bija mantra è "yam" e il suo colore è il verde. Il suo simbolo un fiore di loto con 12 petali all’interno del quale ci sono due triangoli che si intersecano: uno è rivolto verso l'alto e l'altro rivolto verso il basso e insieme formano una forma simile alla Stella di David. Il triangolo rivolto verso il basso rappresenta i tre centri energetici sotto il cuore; presi insieme, rappresentano gli aspettii più tangibili dell'esistenza. Il triangolo rivolto verso l'alto indica i tre chakra sopra il cuore, che comprendono i piani più sottili dell'essere. È qui nel cuore che il tangibile e il sottile si intersecano e uniscono le loro varie energie. Quando queste due correnti si collegano, ci ricordano che la vera integrità è la collaborazione degli aspetti fisici del nostro essere con quelli meno tangibili. È la congiuntura tra terra e cielo nel corpo, dove si risolvono le forze opposte dello spirito e della materia, dove il mondano e il sacro, l'assoluto e il relativo e tutte le polarità inerenti alla nostra vita sono integrate. E’ simbolo di tutte le dualità dell’essere umano, mantenute in perfetto e stabile equilibrio grazie all’energia dell’amore.

Anahata è la fonte dell'amore, della connessione, della guarigione e dell'equilibrio ottimale, e "Io amo me stesso e gli altri", è la frase associata al suo potere. Aprire il cuore porta espansione e gioia attraverso un profondo senso di amore universale e connessione con tutto ciò che è.

L'amore è uno stato naturale dell'essere attraverso tutta la creazione: una miriade di relazioni interconnesse, scambio di energia e informazioni, vibrazioni.

E’ un sentimento puro e incondizionato che connette l’individuo con lo spirito e va oltre l’amore inteso come passione, caratteristico del secondo chakra.

L’accettazione degli altri esattamente così come sono, senza desiderio di cambiarli, controllarli o manipolarli è caratteristica fondamentale di questo amore, che manifesta la sua totale apertura attraverso la compassione ed il perdono. A questo livello, l’amore è un’espressione spontanea di ciò che l’individuo è: un essere amorevole.

Il quarto chakra è connesso alle relazioni in ogni aspetto della propria vita. Definisce le proprie convinzioni sull'amore e sulla disponibilità personale a dare e ricevere amore. Il rapporto che la persona ha con gli altri individui è lo specchio del rapporto che ha con sé stessa. E’ impossibile elargire rispetto, fiducia, intimità, equilibrio, comprensione, accettazione e perdono se questi aspetti sono assenti nel proprio essere. L'ovvia conseguenza è che l'amore per sé stessi è la base per poter donare amore agli altri: un individuo non può amare altro essere vivente se prima non ama sé stesso.

In Anahata l’evoluzione dell’individuo continua attraverso il principio dell’equilibrio. Senza un senso generale di equilibrio, nulla dura e nulla fiorisce, tantomeno l’amore. L’equilibrio, pertanto è componente essenziale affinché possa prosperare l’armonia nell’individuo e nelle sue relazioni. Compito dell’individuo è pertanto cercare l’equilibrio tra gli opposti riguardanti sia i vari aspetti di se stesso (mente e corpo, luce e ombra, maschile e femminile), che quelli con il mondo che la circonda (lavoro e divertimento, dare e ricevere, libertà e attaccamento).

Il dolore è l’emozione che paralizza il chakra del cuore. Si pensa che bloccare le proprie emozioni negative specialmente il dolore, sia la strada migliore ma, scegliendo di non sentire la sofferenza, si diventa insensibili perdendo così, assieme al dolore, anche la capacità di sperimentare amore, inibendo tutte le fonti di piacere e di ricchezza della vita. Quando l’individuo reprime il proprio dolore, chiude il suo cuore, diventa insensibile, distante e privo di energia e vitalità. Contrariamente, riconoscendo ed esprimendo il dolore, la persona si evolve e riesce anche a provare la compassione per gli altri, aprendo il suo cuore alla vita.

Quando l'energia di questo chakra è carente abbiamo paura di lasciarci andare e di lasciare andare, paura di essere feriti, abbandonati, non ci sentiamo degni di essere amati e abbiamo bisogno di costante rassicurazione.

Se l’energia di Anahata è eccessiva, si diventa ipercritici, possessivi, melodrammatici, si ama per ricevere in cambio, ci si sente vittime.

Quando invece l'energia è in equilibrio, ci sentiamo equilibrati fisicamente ed emotivamente, siamo gentili, amichevoli, empatici, ci prendiamo cura degli altri, prendiamo parte alla vita della comunità, vediamo il buono negli altri, abbiamo relazioni positive.

Tra gli oli essenziali che aiutano a portare equilibrio al quarto chakra, il mio preferito è il geranio: ha un effetto riequilibrante sul sistema nervoso, calma e tranquillizza favorendo sentimenti di armonia, pace e serenità. Ottimo per contrastare ansie e paure.

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